Andrea

Lo ammetto!

Il mio fumetto è molto più bello di me!

L'ho detto... è inutile che mandiate email o messaggi nel guestbook (capito massi?!?).
Che volemo fà... IO, ho un grande IO!
Posto questo torniamo a ME... una pagina dove scrivere di ME... mmmmh... vediamo... da dove iniziare... ma si! Dal PRINCIPIO!

08 ottobre 1974... e fu la luce!

Andrea Da bambino ero molto più bello del mio fumetto! Poi come si dice, bello in fasce...

La mia infanzia... FANTASTICA! La mia adolescenza un pò meno. Peggior anno, prima media.
Dalla seconda media in poi meglio.

In seconda media ho conosciuto Massimiliano (il mio testimone). Amicizia fraterna che dura oramai da una vita. L'unico rimpianto è che Massi non potrà vedere il mio funerale. Come diceva Kehlog Albran persino gli amici più inseparabili non possono partecipare l'uno ai funerali dell'altro.


Due frasi hanno sempre sottotitolato la mia vita:
  • ma che faccia da bravo ragazzo!
    (mi raccomando, che rimanga tra noi. Me ne sono approfittato molte volte)
  • a me succedeva quando ero stupido!
    (mio nonno, ogni volta che ne combinavo una... e ne combinavo parecchie)
Andrea Mio fratello Fabio (il mio testimone)! Tutti ci dicono: siete diversi! E' vero, la pensiamo in maniera diversa. Ci scontriamo. Discutiamo. Ma sia ben chiaro. Guai a chi lo tocca. Divento una belva!

A riguardo ricordo un aneddoto. Avevo circa 14 anni. Mio fratello +4. Eravamo a Santa Silvia (la mia parrocchia). Davanti alla sede scout (Gruppo Scout Roma 25, parte fondamentale della mia crescita). Un ragazzo più grande lo spintonava e lo insultava. Io ero appena arrivato. Vista la scena mi arrabbiai subito. Presi la rincorsa e con un calcio volante laterale colpii il bulletto alla schiena (era l'anno di The Karate Kid).
Il bullo si gira appena infastidito. Mio fratello illeso. Io sono tornato a casa con un occhio nero e gli occhiali rotti! Daniel Larusso ma vaffan#@*!!!

NON HO FINITO, CONTINUA A LEGGERE!!! »

Pensieri

"Amor ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costei piacer si forte, che, come vedi, ancor non m'abbandona."

Dante, Inferno, canto V, vv.28,50

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